servizi analoghi

Come a più riprese rimarcato dalla giurisprudenza amministrativa, quando la lex specialis richiede di dimostrare il pregresso svolgimento di servizi simili, non è consentito alla stazione appaltante di escludere i concorrenti che non abbiano svolto tutte le attività rientranti nell’oggetto dell’appalto, né le è consentito di assimilare impropriamente il concetto di servizi analoghi con quello di servizi identici, considerato che la ratio di siffatte clausole è proprio quella di perseguire un opportuno contemperamento tra l’esigenza di selezionare un imprenditore qualificato ed il principio della massima partecipazione alle gare pubbliche.

Questo approccio si propone di bilanciare l’obiettivo di selezionare fornitori qualificati con il principio di massima inclusione nelle gare pubbliche.

La nozione di servizi analoghi, come noto, è quella di servizi afferenti il medesimo settore imprenditoriale o professionale (Consiglio di Stato, sez. V, 3 novembre 2021, n. 7341, Cons. Stato, Sez. V, 03/11/2021, n. 7341).

Essa, quindi, si basa sull’idea che tali prestazioni – appartenendo semplicemente allo stesso ambito imprenditoriale o professionale, come più volte chiarito dal Consiglio di Stato – non sono necessariamente identiche, ma che condividono caratteristiche simili, le quali emergono dal confronto tra le attività proposte in una procedura di affidamento e quelle svolte precedentemente dai candidati.

La giurisprudenza, più in particolare, ha stabilito che, anche se le esperienze pregresse non sono identiche a quelle richieste, devono comunque essere legate da un legame di similitudine o pertinenza (Cons. Stato, Sez. V, Sent., 17/01/2023, n. 564).; approccio, questo, che mira a equilibrare la necessità di selezionare imprenditori competenti con il principio di garantire la più ampia partecipazione possibile alle gare pubbliche (il cd. favor partecipationis).

Di conseguenza, la valutazione della capacità tecnica e professionale di un candidato deve considerare in modo specifico la natura e l’ampiezza delle attività svolte in passato che si avvicinano a quelle richieste.

I termini “servizio analogo” e “fornitura analoga”, quindi, devono essere interpretati come indicativi di una semplice somiglianza tra le prestazioni richieste: difatti, l’obiettivo preso di mira dalla disciplina non è creare una riserva di mercato a favore degli imprenditori già strutturati, bensì promuovere l’apertura del mercato facilitando l’accesso alle gare a tutti i candidati potenzialmente affidabili.

Al contrario, la nozione di “servizi identici” definisce un insieme ristretto di attività che condividono lo stesso scopo e funzione, limitando così la partecipazione di imprese nel medesimo settore di mercato alle procedure di gara.

È quindi essenziale non confondere i “servizi analoghi” con i “servizi identici”, poiché la distinzione risiede nella ricerca di elementi comuni tra le prestazioni offerte e quelle necessarie, escludendo valutazioni basate unicamente sul tipo di contratto

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