criterio cronologico inviti

L’Autorità Nazionale Anticorruzione (ANAC) si è recentemente pronunciata riguardo alla legittimità dell’adozione del criterio cronologico di arrivo delle manifestazioni di interesse come metodo di selezione dei cinque operatori da invitare alla procedura negoziata, ai sensi dell’art. 50 comma 1 lett. c) del decreto legislativo n. 36/2023. La questione, in particolare, sorge dall’esigenza di verificare la conformità di tale criterio alle disposizioni dell’art. 2, comma 3, dell’Allegato II.1 del medesimo decreto, in particolare per quanto riguarda i principi di oggettività, non discriminazione, proporzionalità, e trasparenza dei contratti pubblici.

Inizialmente, è opportuno richiamare il quadro normativo di riferimento, delineato dall’art. 50 comma 1 del d.lgs. 36/2023, il quale stabilisce che, di regola, le Stazioni Appaltanti (SA) procedono all’affidamento dei contratti pubblici sottosoglia mediante una procedura negoziata senza bando, previa consultazione di almeno cinque operatori economici. Tale disposizione si inserisce in un contesto normativo finalizzato a garantire trasparenza e concorrenza, evitando metodologie di selezione casuali quali il sorteggio, se non in casi debitamente motivati e particolari.

Il criterio di selezione adottato deve essere esplicitato nella determina a contrarre e nell’avviso di avvio dell’indagine di mercato, conformemente a quanto prescritto dall’art. 1, comma 2, dell’Allegato II.1 e dall’art. 2, comma 3, dello stesso Allegato, al fine di assicurare l’oggettività e la coerenza con l’oggetto e la finalità dell’affidamento.

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L’ANAC, nel suo approccio interpretativo, ha sottolineato l’importanza di criteri selettivi predeterminati e oggettivi, in linea con i principi di concorrenza, non discriminazione, proporzionalità e trasparenza. Il ricorso al criterio cronologico, per quanto possa sembrare una modalità trasparente e semplice, si distacca da tali principi, risultando in una selezione non strettamente basata sulle qualità e le competenze degli operatori economici, ma piuttosto su un meccanismo temporale.

Tale metodo di selezione rischia di introdurre un elemento di casualità nella scelta degli operatori economici da invitare alla procedura negoziata, non garantendo la selezione delle imprese più idonee in relazione all’oggetto specifico dell’appalto. Di conseguenza, secondo l’ANAC, il criterio cronologico non soddisfa i requisiti di oggettività e coerenza con l’oggetto e la finalità dell’affidamento, configurandosi come non conforme ai principi fondamentali su cui si basa la normativa in materia di affidamenti sotto soglia.

In conclusione, l’ANAC ribadisce la necessità per le Stazioni Appaltanti di adottare criteri di selezione che riflettano gli obiettivi di trasparenza, oggettività e imparzialità, evitando metodologie che possano introdurre elementi di casualità nella selezione degli operatori economici. Il criterio cronologico, pertanto, viene considerato ammissibile solo in circostanze eccezionali e ben motivate, in linea con le disposizioni normative che vietano il ricorso a sistemi di selezione casuali.

L’analisi condotta dall’ANAC fornisce dunque un orientamento chiaro alle Stazioni Appaltanti, sottolineando l’importanza di basare le procedure di selezione su principi solidi e oggettivi, al fine di garantire la massima trasparenza e equità nelle procedure di affidamento dei contratti pubblici sottosoglia. A tale ultimo riguardo, potrebbero essere individuati appositi criteri oggettivi nell’ambito di apposito Regolamento per gli affidamenti sottosoglia.

Il ricorso a tale criterio selettivo potrebbe in ipotesi ritenersi ammissibile in via del tutto eccezionale e residuale entro i limiti e alle condizioni stabilite dalle norme stesse ai fini dell’adozione del criterio del sorteggio previa adeguata motivazione da parte della stazione appaltante.

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