Rateizzazione sanzione amministrativaRateizzazione sanzione amministrativa

La Legge n. 689/1981, all’articolo 26 comma 1, prevede che l’autorità amministrativa o giudiziaria che ha emesso una sanzione pecuniaria può concedere, su richiesta dell’interessato, il pagamento dilazionato in un numero di rate compreso tra tre e trenta, con un importo minimo di 30.000 lire (15,49 euro) ciascuna. Tuttavia, tale facoltà non costituisce un obbligo e può essere concessa solo previa presentazione di una documentazione adeguata a dimostrare le difficoltà economiche del richiedente.

E’ bene precisare che il potere di disporre il pagamento rateale della sanzione pecuniaria, su richiesta dell’interessato che si trovi in condizioni economiche disagiate, spetta, a norma dell’art. 26 della legge 24 novembre 1981 n. 689, all’autorità giudiziaria e/o amministrativa che ha applicato la sanzione; poiché questa è applicata dall’autorità giudiziaria nella sola ipotesi prevista dall’art. 24 (connessione obiettiva tra violazione amministrativa e reato), il termine “autorità giudiziaria” indicato nel citato art. 26 va riferito al solo caso del giudice penale competente ai sensi dell’art. 24 (Cass. civ. Sez. II Ordinanza 27/10/2017 n. 25621 e, in origine, Cass. civ. Sez. I, 03/08/1992 n. 9208).

Inoltre, una volta riconosciuta la dilazione, il debitore può estinguere il debito residuo in qualsiasi momento con un unico pagamento. L’Amministrazione competente deve stabilire i requisiti di indigenza che giustificano la concessione della rateizzazione, ad esempio facendo riferimento all’ISEE per le persone fisiche o ai bilanci per le imprese.

Nel caso delle imprese, la giurisprudenza ha stabilito che le “condizioni economiche disagiate” sono presenti quando il pagamento in un’unica soluzione della sanzione comporterebbe uno squilibrio considerevole nei loro conti, non facilmente superabile con gli strumenti finanziari ordinari, e genererebbe gravi difficoltà nella prosecuzione delle attività produttive. In concreto, bilanci costantemente positivi nell’ultimo triennio portano in linea di principio ad escludere la sussistenza delle difficoltà economiche, che sono il presupposto per l’esercizio del potere discrezionale della concessione della rateizzazione (T.A.R. Lazio Roma Sez. I, 21/02/2002, n. 1240)

La disciplina regolamentare dovrà stabilire i requisiti di accesso, le modalità e la tempistica per la presentazione dell’istanza, la conclusione del procedimento e la eventuale declaratoria di rigetto o decadenza dal beneficio della rateizzazione e la successiva recupero dell’importo sanzionatorio residuo.

La modulistica deve contenere i dati personali del richiedente o del rappresentante legale dell’impresa, i riferimenti dell’ordinanza-ingiunzione, l’importo totale della sanzione e il numero delle rate in cui si chiede di ripartire il debito, nonché le motivazioni per cui non si può procedere al pagamento in un’unica soluzione, accompagnate da documentazione comprovante la precaria situazione reddituale o la temporanea carenza di liquidità.

Non è ammesso ricorso giurisdizionale contro l’eventuale provvedimento con cui l’autorità competente respinge l’istanza di pagamento rateale.

La dilazione del pagamento può essere concessa solo dall’autorità amministrativa o giudiziaria in caso di connessione oggettiva con un reato ex art. 24, L. 689/1981. Il giudice dell’eventuale opposizione all’ordinanza-ingiunzione non ha il potere di determinare la misura della rateizzazione della sanzione.

Il comma 2 dell’art. 26 della Legge 689/1981 prevede che, se il beneficiario della rateizzazione non provvede al pagamento di una sola rata o vi provvede in misura parziale nei termini stabiliti dall’autorità amministrativa o giudiziaria, decade dal beneficio della rateizzazione ed è tenuto al pagamento dell’importo residuo della sanzione in un’unica soluzione.

Follow us on Social Media